Cosa facciamo, come lo facciamo e perchè

Lo zafferano rappresenta una sfida unica per il prodotto italiano! Si tratta della spezia in assoluto più costosa perché richiede, in ogni sua fase produttiva, un elevato apporto di cura ed esperienza. È necessario che tre componenti convergano per dare al prodotto finale una qualità eccelsa, e sono il fattore umano, l’esperienza secolare e l’insieme delle caratteristiche morfologiche e pedo climatiche del territorio d’origine, ma il consumatore è quasi sempre poco consapevole di quanto variabile possa essere questa qualità e di quanto differenti possano essere l’aroma, il gusto e le proprietà organolettiche del prodotto superiore.

Troppo spesso si spiega l’elevato costo dello Zafferano come dovuto alla grande intensità di mano d’opera richiesta da tutte le fasi dallo sviluppo alla raccolta; anche gli operatori del settore cadono in questo errore e finiscono per legittimare essi stessi l’idea che lo Zafferano proveniente da zone a basso costo di mano d’opera possa costare meno. Nulla di più errato!

Infinite prove, sia di laboratorio che di degustazione, dimostrano inequivocabilmente che lo zafferano italiano, ed in particolare quello sardo, è superiore: contiene una quantità senza pari di principi attivi e presenta caratteristiche organolettiche eccellenti. Basta assaggiarlo una volta, correttamente conservato e ben utilizzato, per apprezzare la grande differenza.

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produzioni in crollo negli ultimi 100 anni

Purtroppo la produzione sarda è minima, normalmente riservata all’ambito famigliare, e non riesce a svilupparsi proprio a causa della concorrenza di bassa qualità; le aree di coltivazione, pur riconosciute da una DOP, sono scarsamente popolate e la mano d’opera disponibile riesce appena a prendersi cura delle produzioni attuali. Il ritorno economico è incerto, dipendente dai capricci della natura, così da porre un limite alla crescita delle produzioni.

Il prodotto ha un suo fascino unico, accende suggestioni particolari, affonda le sue radici in una storia remota, i fenici ed anche prima, richiamando ricordi tramandati di stregoneria e poteri speciali. Poteri che la ricerca scientifica moderna ha dimostrato essere veri, eleggendolo a nutrimento funzionale, ottimo aiuto nella cura della depressione, di alcune patologie retiniche e così via.

In casa Sforza veniva usato per il famoso risotto alla milanese guarnito addirittura con foglie d’oro; ma tornando all’antichità, lo zafferano è sempre stato simbolicamente collegato alla ricchezza materiale e soprattutto spirituale. I popoli antichi, Egizi, Greci, Romani, Cinesi ed Indiani spargevano fiori di zafferano nelle sale da pranzo e lo usavano per la preparazione di profumi e unguenti. Bagni, olii, massaggi e belletti a base di zafferano erano noti ovunque. Cleopatra, la regina d’Egitto, lo usava per dare un tocco dorato alla pelle.

Per tutto questo nasce la Fondazione Zafferano di Sardegna, con la missione di valorizzare la qualità, promuovere e diffondere il prodotto, sostenere il prezzo di mercato e nel contempo stimolare un aumento della domanda, con il fine ultimo di trainare un aumento delle produzioni nell’interesse del territorio.

Valorizzare e promuovere il prodotto di Sardegna, esaltarne la qualità e sostenerne il prezzo di mercato, stimolare un aumento della domanda per trainare un aumento delle produzioni, nell’interesse del territorio.

~ Fondazione Zafferano di Sardegna

Una sfida unica! unica per complessità, ma anche per fascino!

Il primo passo è stato la costituzione di un Comitato Promotore, il cui scopo è avviare le attività, creare il network e raccogliere i fondi necessari alla nascita della Fondazione; questa fase è in corso in questi mesi e si concluderà entro fine 2015. Vi prendono parte, in modo attivo ed entusiasta, esperti, rappresentanti del territorio, imprenditori, sponsor, ricercatori ed enti di ricerca; si parte quindi dal territorio.

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ricadute sull’agroalimentare italiano di eccellenza

L’intenzione è dare origine ad un laboratorio permanente per la sperimentazione e l’attuazione di metodologie per la valorizzazione del Made in Italy, per l’innovazione in agricoltura, per il miglioramento delle produzioni agroalimentari.

Lo zafferano è una sfida appassionante, ma è solo un punto di partenza: le ricadute, sia in termini metodologici che tecnologici, troveranno applicazioni generalizzate nel Made in Italy agroalimentare, così che il laboratorio permanente si aprirà ad ospitare progetti in collaborazione e concreti percorsi di business.