Fave allo zafferano

Direttamente dal rinascimento!

Per far minestra di piselli, et fave fresche piglionsi i piselli o baccelli, sgraninosi, et ponganosi in un vaso con oglio d’olive, sale, et pepe, et faccanosi soffrigere pian piano, aggiungendovi tanta acqua tinta di zafferano, che stiano coperti di due dita, et come saranno poco men che cotti, pestisene una parte nel mortaro, e stemperisi con il medesimo brodo, et mettasi nel vaso con una brancata d’herbucce battute, e faccianosi levare il bollo, e servanosi caldi. In questo medesimo modo sipuò accomodare il cece fresco, havendolo prima fatto perlessare, et fatto stare per un quarto d’hora nell’acqua fresca. In questo modo ancho si cuoce il fagiolo fresco.

~ Bartolomeo Scappi, Opera, (1570)

Una ricetta di Bartolemeo Scappi che alla metà del ‘500 fu per trent’anni capocuoco presso il palazzo pontificio.

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