Packaging? Privilegiare la funzionalità

Lo Zafferano viene annoverato tra i prodotti agroalimentari di costo elevato; se poi è particolarmente selezionato, quasi di lusso. Confrontandolo però con altri prodotti di questa categoria, ad esempio il caviale, il tartufo, lo champagne e così via, si evidenziano delle differenze considerevoli.

Intanto il costo per porzione non è affatto elevato, data la piccola quantità richiesta. Con una spesa veramente contenuta si può mangiare qualcosa di assolutamente speciale.

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paghiamo il prodotto o la confezione?

Poi, e non è differenza da poco, il prodotto si utilizza in cucina e quando arriva a tavola è già parte della portata; a differenza del tartufo, non si affetta sul piatto finito, e non si serve su un letto di ghiaccio come il caviale, e non si stappa a tavola come lo champagne! È sì un prodotto dalle mille suggestioni, ma queste derivano dal colore dei piatti, dall’aroma che si sprigiona, dalle fragranze complesse. In altri termini, dal valore intrinseco del prodotto.

Appare allora strano che molti produttori di Zafferano adottino packaging costosi, che privilegiano l’immagine rispetto alla funzionalità, cosa che non viene fatta nemmeno negli altri prodotti citati, malgrado la loro componente scenica sia più marcata. Nessun tartufo viene venduto in un contenitore che costi più del tartufo stesso, e perfino il caviale si vende in scatole di latta molto umili; una bottiglia di vetro per un costosissimo champagne costa meno di 1€.

L’impegno della Fondazione è per la valorizzazione della qualità intrinseca del prodotto; il packaging deve essere funzionale a preservare la qualità e facilitare le operazioni di utilizzo, nel rispetto dei dettami della DOP; fattori di innovazione nel packaging devono esserci, ma assolutamente orientati alla funzionalità.

Questi sono i valori che la Fondazione si è data nell’affrontare lo sviluppo di un packaging dedicato.