Strategie di disseminazione dell’innovazione: gli innovation brokers

La Fondazione si riconosce nel ruolo di stimolatore, agevolatore e compositore dei processi di innovazione, un ruolo che, specie in agricoltura, viene considerato indispensabile.

Un interessante articolo su Agriregionieuropa (n°28, Mar 2012), a firma Laurens Klerkx della Wageningen University, approfondisce i temi dei meccanismi trainanti l’innovazione e di come poi effettuare una disseminazione efficace.

fi419Con ampi riferimenti bibliografici, l’articolo mette in evidenza come nell’innovazione in agricoltura sia ormai emerso un “approccio sistemico” per il quale l’innovazione diventa il risultato di un processo di creazione di rete, di apprendimento interattivo, di una vera contrattazione tra un insieme eterogeneo di attori. L’innovazione agricola non si manifesta solo come adozione di nuove tecnologie, ma richiede anche un equilibrio tra nuove pratiche, tecniche e modalità organizzative e gestionali allargate.

Emerge il concetto di “sistema di innovazione agricolo”,  definito come una rete di organizzazioni, imprese e individui con l’obiettivo di portare sul mercato nuovi prodotti, nuovi processi e nuove forme di organizzazione, di concerto con le istituzioni e con le politiche che influenzano il modo in cui diversi agenti interagiscono, condividono, accedono, scambiano e valorizzano le conoscenze (World Bank, 2006).

In questo sistema di innovazione, emergono figure la cui funzione principale non è tanto diffondere informazioni o fornire consulenza tecnica, piuttosto stimolare e agevolare in particolare la formazione di partenariati per l’innovazione; si tratta di un l’intermediario specializzato nei sistemi di innovazione, che opera come agevolatore e promotore dell’innovazione, articolando su tre funzioni generiche:

  • Articolazione della domanda: si esplica nell’articolare le esigenze di innovazione e le visioni corrispondenti in termini di tecnologia, conoscenza, finanziamento e policy, attraverso diagnosi dei problemi ed esercizi di previsione.
  • Composizione di Network: consiste nell’agevolare i collegamenti tra gli attori rilevanti, e dunque selezionare, indirizzare e incrociare possibili partner di cooperazione
  • Processo di gestione dell’innovazione: obiettivo dell’intermediario è potenziare la collaborazione all’interno di reti eterogenee di attori che operano in sistemi e contesti istituzionali di riferimento differenti in termini di norme, valori, incentivi.

fi492Attraverso l’analisi dettagliata di casi reali provenienti dai Paesi Bassi, l’articolo dimostra e conclude che gli intermediari dell’innovazione hanno chiaramente favorito la cooperazione e sono riusciti a sincronizzare le aspettative dei diversi gruppi di attori nel corso di una serie di processi di innovazione. Hanno fatto diventare i partner dei diversi progetti consapevoli delle aspettative e del ruolo che possono proficuamente svolgere nel processo di innovazione; sono riusciti a rendere trasparenti i rischi e i benefici collegati al coinvolgimento nel processo di innovazione ed a ridurre l’incertezza delle fasi iniziali; infine, hanno agito come mediatori tra i diversi mondi culturali, risolvendo vari casi di conflitto.

Il coinvolgimento di intermediari nei processi di innovazione evita l’inerzia ed accelera il processo innovativo, aiutando i membri del progetto a mantenere la loro attenzione ed energia durante il processo, svolgono un ruolo catalizzatore, di collegamento ed anche un ruolo di capacità di creazione di innovazione.

Un articolo molto tecnico ma ben spiegato attraverso casi pratici, che vale la pena di una lettura attenta.

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