Studio clinico su Zafferano ed Alzheimer

Partendo dalla medicina tradizionale iraniana che usa lo zafferano per la cura della demenza, uno studio clinico ha dimostrato la sua l'efficacia nella terapia della malattia di Alzheimer

La forma più comune di demenza negli anziani è la malattia di Alzheimer, la quale provoca perdita progressiva della memoria, disturbi della funzione mentale, apatia, disorientamento e deterioramento fisico.Sono disponibili farmaci per prevenire lo sviluppo o la progressione dell’Alzheimer e per alleviare alcuni sintomi, ma la loro efficacia è generalmente modesta e temporanea.
Gli stimmi di zafferano essiccato (Crocus sativus) sono utilizzati nella medicina tradizionale persiana per curare la demenza e la depressione.
Gli studi in vitro e in vivo supportano l’uso dello zafferano per migliorare la funzione cognitiva, così ricercatori dell’Università di Teheran (Iran) hanno effettuato uno studio clinico in doppio cieco, randomizzato e controllato con lo scopo di confrontare l’efficacia di zafferano e donepezil, un farmaco prescritto per il trattamento dell’Alzheimer, in soggetti con malattia da lieve a moderata (Akhondzadeh S, Shafiee Sabet M et Al. A 22-week, multicenter, randomized, double-blind controlled trial of Crocus sativus in the treatment of mild-to-moderate Alzheimer’s disease. Psychopharmacology 2010 Jan;207(4):637-43).
Lo studio ha coinvolto 54 soggetti, 27 sono stati assegnati in modo random al gruppo di zafferano e 27 sono stati assegnati in modo random al gruppo donepezil utilizzando un codice generato al computer.
I soggetti nel gruppo zafferano ricevevano 15 mg di estratto di zafferano al giorno (1 capsula) per le prime 4 settimane e 30 mg di estratto di zafferano al giorno (2 capsule) per ulteriori 18 settimane. L’estratto di zafferano è stato preparato da estrazione con l’80% di etanolo di stimmi essiccati e macinati, rapporto 1:15 w/v, seguita da essiccazione. L’estratto contiene 0,13-0,15 mg di safranale e 1,65- news international 1,75 mg di crocina per 15 mg.
I soggetti nel gruppo donepezil hanno ricevuto 5 mg di donepezil (1 capsula) al giorno per le prime 4 settimane e 10 mg di donepezil (2 capsule) al giorno per ulteriori 18 settimane.
L’Alzheimer’s Disease Assessment Scale-Cognitive Subscale e il Clinical Dementia Rating Scale-Sums of Boxes sono stati i criteri di valutazione utilizzati per misurare i cambiamenti nelle prestazioni cognitive e nei profili clinici. Tali valutazioni sono state effettuate ogni 2 settimane.
L’età media dei partecipanti era 72,7 anni nel gruppo zafferano e 73,9 anni nel gruppo donepezil.
Lo zafferano è risultato efficace quanto il donepezil nel migliorare i punteggi dei due metodi di valutazione utilizzati, ma ha ridotto gli episodi di vomito.
Gli Autori concludono che questo studio fornisce la prova preliminare di un possibile effetto terapeutico dell’estratto di zafferano nel trattamento dei pazienti con malattia di Alzheimer di grado lieve-moderata e che lo zafferano è sicuro ed è stato ben tollerato durante le 22 settimane di trattamento.
Pur non essendo emerse differenze significative nei punteggi delle due scale di valutazione dalla settimana 22 rispetto al valore iniziale, i soggetti del gruppo zafferano hanno espresso benefici statisticamente significativi rispetto alla funzione cognitiva dopo il trattamento.
Gli Autori sottolineano che la dimensione del campione era piccola e la durata dello studio è stato relativamente breve per la valutazione della progressione della malattia, ma gli effetti benefici dello zafferano sulla funzione cognitiva osservati sono coerenti con il suo uso tradizionale nella medicina tradizionale persiana e con i risultati degli studi su animali e in laboratorio.

Pubblicato su Natural1 – gennaio febbraio 2011

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